ACN 

 Lupompesi (Siena).

Inserirò qui alcuni estratti  dei miei libri. Per il primo, Giochi d'amore e d'infedeltà, vorrei ringraziare tutti coloro che hanno preso parte al mio sondaggio sulla fedeltà. La casa editrice Progetto Cultura, www.progettocultura.it   di Roma per il fantastico lavoro eseguito, Roberto Barzanti, autore della prefazione, Luciano Scali, creatore della copertina e dei disegni, e Roberto Arcangeli e Maria Elena Tondi, per lo straordinario editing di parte dei racconti. Grazie anche a Laura di Santo, a Paolo Muzzi, a Ornella Tarantola proprietaria dell'Italian Bookshop a Londra, che mi ha offerto l'opportunità di presentare il mio libro con successo anche lì. E grazie a tutti coloro che, volontariamente o no, hanno fornito ispirazione per quei racconti che non sono totalmente frutto della mia fantasia (ma quali saranno?) - Per il secondo libro, How to Live like an Italian, i ringraziamenti vanno alla mia agente Lorella Belli, a Helen Barnes e a Barbara Phelan. Oltre che a mio marito Rob, ispiratore di tutto quello che scrivo.Per Misteri Mari Amori, grazie a Luciano Scali e ad A.B.

 Misteri Mari Amori   ( da Labirinti di un settimo senso)
Scriverò un libro su di te e sulle tue mani. Un libro nero, denso di ombre e di respiri, un libro dove gli aggettivi lascino spazio all'invenzione. Dove la perversa fantasia delle tue notti prenda la forma di mille parole, dove il mistero che si agita in te non possa venire mai svelato...Sempre che ci sia un tempo, uno spazio, per me e per te insieme. Comunque sia, io li inventerò, con queste righe, li inventerò io, e in un attimo diverremo eterni'. Guardò gli scogli, poi rilesse quella strana dedica per lui. Per sè, per quel nuovo libro che nella sua mente non aveva ancora forma, ma che sarebbe nato, di lì a poco, lo sentiva. E l'emozione l'avrebbe presa, trascinata in una nuova avventura fatta di parole, di cose inventate e così vere, perchè era così, e così soltanto, che la realtà si fissava in lei scambiandosi con il sogno e divenendo scrittura.

(Eclissi a Rabat)
Camminava sulla battigia ma i suoi piedi non lasciavano impronte.  Forse era l'acqua a cancellarle in fretta o forse il vento ad asciugarle e poi a portarle via nei suoi soffi leggeri e persistenti.
Lei distolse lo sguardo pigro e affondòla testa nei capelli. Lasciò che il sole le toccasse la pelle, mentre lo sconosciuto se ne andava. Lui bello, sempre solo. Una specie di miraggio nella calura opaca e tremolante. Qualche granello di sabbia africana le volò sulle ciglia mentre le apriva per cercare lui.
Sola, mobile figura della spiaggia, forse una creatura del mare trasparente, oppure un viaggiatore insoddisfatto, giovane, adddolorato da qualcosa di ignoto e così grande....

Giochi d'amore e d'infedeltà ( Millenovecentoventitre' ,dedicato a mia nonna Iva)
Ivonne, Ivonne. Bella e selvaggia Ivonne.
Undici anni e la stessa intensa voglia di giocare.I suoi capelli neri volavano nel vento, mentre correva libera lungo il muro antico della fortezza medievale. I lembi del suo abito sottile si sollevavano nella brezza della sera, eterei, contro il tramonto aranciato.
Quante volte pensava: Se fossi nata ragazzo non mi sarei dovuta preouccupare del vestito che si alza nel vento, di questi seni che crescono e che non so più nascondere...
Ivonne guardava verso l'arcobaleno quando, durante i temporali, i raggi di sole bucavano le nubi rifrangendosi in mille spettri di luce. Le avevano detto, anni prima, che se fosse riuscita a cavalcare l'arcobaleno sarebbe divenuta uomo. Ma dov'era mai quel punto misterioso dove i colori si congiungevano alle colline verdi? Lo aveva cercato anche quel giorno, ma non le era riuscito di trovarlo.
Ivonne li teneva in pugno tutti , i suoi amici maschi, almeno per qualche mese ancora: era il 1920 e lei sapeva ormai che la sua infanzia stava per finire. Gli uomini, giù a Monte Antico, le cantavano già quel ritornello: "La morina della stazione, innamorata del macchinista, quando passa lui le fischia, monta in treno e se ne va..."Lei si voltava a guardarli indispettita, con le ciocche di capelli che le offuscavano gli occhi color pece sotto sopracciglia aggrottate di pensieri. Poi correva via, seria, seguita dalle risate dei giovanotti in tuta da lavoro, appollaiati come falchi sui legni scuri della staccionata.

(Dal diario di uno studente grossetano fuoricorso)
10/9/1997
Sono distrutto. Mi ha appena chiamato Jennifer. E' all'aeroporto con i genitori (imbestialiti) e dice che staranno all'Hotel Roma e che domattina mi portano dall'avvocato per il divorzio. "Non volevo che si giungesse a tanto", dico io. "Ma su!" risponde lei , "Vuoi vivere con la moglie in Inghilterra e con l'amante ballerina russa in Toscana? You are a dickhead", mi fa. Non ho avuto bisogno del vocabolario per tradurre questa...quindi mi sa che il mio inglese è migliorato. (....)

22/2/1998
Oh, ecco. Jennifer ed i suoi genitori mi hanno trascinato in Tribunale davvero,per l'accordo sul mantenimento. Quando il giudice mi ha detto la somma che devo pagare per intero, alla bocca dello stomaco c'è stato un improvviso e tumultuoso incontro tra il caffellatte e la Ceres bevuta tredici ore prima.
Mi sono ripreso nel primo pomeriggio. C'era mammina a prendersi cura di me. Ho dovuto anche saltare il turno al vivaio.
Dice:"Ma come fai a studiare mentre lavori al Vivaio Turrini?" E già, io ho un figliolo da mantenere, un affitto da pagare e tra qualche settimana nasce il secondo. Le bollette me le paghi tu?
Nel frattempo, Svetlana si è ritrasferita da me, sotto garanzia che Jennifer non tornerà mai più. Ho parlato con la mia ex moglie spiegandole tutto. Speriamo solo che capisca, ma io avrei qualche dubbio..."Tua molie è una vipira, non ha diritti di trattarmi così", dice sempre Svetlana. Non posso darle torto. Ora manca poco al lieto evento. Dice che sarà una femmina. E speriamo non faccia la ballerina...

13/08/1997 
(...)Indovina chi mi ha telefonato stasera? Maki! Ma sì, la giapponese!(...)Quella è stata una follia di gioventù, davvero, ma se non si vive un po' ora, quando si fa,a cinquant'anni? ("Chi da giovane 'un fa i su' fatti, da vecchio fa cose da matti", diceva il mi' nonno).
La giapponese arriva da me un giorno d'estate (....) Suonano alla porta, apro e c'è una bambolina alta un metro e trenta, con gli occhi a mandorla. Le manca solo il kimono e le gote rosa. Lei sorride innocua e fa, con una vocina dolce: " Lei vuole massaggio? Due ole di shiatzu glatis pagate da Lobelto."
Lobelto? Con cledo alle mie olecchie? (...) Un'ora dopo, Maki,s tessa vocina ingenua, giura che sono proprio quello che cercava. Velo uomo italiano con cui fale bimbo glande e folte.
Quando sento "bimbo" le spiego che non mi sembra il caso. Ci conosciamo da un'ora e un quarto, che ne so...usciamo almeno a mangiare una fetta di cocomero, guarda, offro io, ma evitiamo decisioni affrettate.

Tempeste)
L'uragano era appena cominciato: il vento ululava nelle gole di pietra e nei crepacci, mentre il fragore delle onde si faceva a tratti urlo continuo ed indistinto, qualche metro al di sotto del villaggio vianco arrampicato sulla scogliera. (...) Non c'era niente di più affascinante per lei di una tempesta marina in Cornovaglia, quella terra di cui si era innamorata cinquant'anni prima e dove tornava appena possibile .
(....)Barbra si voltò con lentezza: a pochi metri da lei c'era un ragazzo seduto sulla sabbia, i pantaloni blu arrotolati fin sotto il ginocchio ed il torace indorato dal sole. Quello che la colpì subito fu la purezza del volto, i lineamenti sottili incorniciati da lunghi capelli color grano. Da quella distanza, se non fosse stato per i bei muscoli del petto, si sarebbe potuto scambiare per una ragazzina, pensò Barbra.  Lui si era alzato in piedi e le camminava incontro, lentamente, con una sigaretta tra le dita.
Anche lei si alzò, d'istinto, inquita, non sapendo cosa fare. Andarsene via senza parlargli, forse? Oppure....
(...)"Sì, è vero, abito lassù . Con mio marito e quattro figli. Ma sono sicura che sai anche questo. Tu dove abita?"
"Lì, guardi. Quella è la mia barca. Oggi sono qui, domani forse sarò di nuovo in Scozia. Ma questa terra mi piace, forse ci resterò", spiegò. Fece una lunga pausa, poi mormorò un breve "ciao" e s'incamminò verso la barca a motore ormeggiata poco lontano.
Barbra guardò quelle belle gambe muoversi nei pantaloni attilati, i polpacci spolverati d'oro che brillavano appena nella luce della sera, ed i capelli mossi dalla brezza.
Strano ragazzino, si disse alzando le spalle. Tornò a casa in fretta. Si era fatto tardi.
(...)Le tremavano le gambe mentre attraversava il cortile della scuola. Barbra vide i figli che le correvano incontro e deglutì sorridendo. Aveva la testa leggera e una sensazione stranissima addosso, qualcosa che non ricordava o che, forse, non aveva mai provato. Era la stanchezza dolce ed euforica di quando, appena fatto l'amore, si sguscia via dal letto perchè un impegno ci aspetta. Si indossano in fretta i vestiti e si corre via ancora avvolti dall'incantesimo della pelle che abbiamo appena lasciato....

da Teresa e Tommaso  (racconto segnalato al Premio Nazionale Il Molinello 2004 per la sez. Narrativa inedita)
Tommaso si sedette davanti al computer sospirando. Andare in cerca di lavoro di quei tempi era, già di per sè, un fallimento, ma lui non poteva più permettersi di rimandare, non più...(...)
Decise di farsi un caffè. Si alzò passandosi una mano tra i capelli, tagliati cortissimi solo perchè pensava che sembrare un ragazzo perbene lo avrebbe aiutato a fare una buona impressione. Anche il suo orecchino d'oro giaceva nel cassetto del bagno, in attesa di tempi migliori.
(...) Quando sentì il telefono, il caffè stava venendo su e lui imprecò contro chiunque avesse composto il suo numero. Nont rovava il cellulare: inciampò nella gamba della sedia a piedi nudi e urlò di dolore, tolse la caffettiera dal fuoco abbrustolendosi due dita, poi finalmente scovò il maledetto telefono sotto la pila el bucato da stirare.  Lo prese e grugnì nella cornetta.
"Salve Alessandro - disse una voce sconosciuta Ti volevo comunicare che la tua cliente di stasera ha cancellato...." (...) "Sei libero stasera? " "Si'...Stasera va bene - si sorprese a dire - Se è proprio indispensabile.."   "Forse è un po' tardi per oggi, ma domani pomeriggio hai la signora Miller da accompagnare a quella mostra, ricordi?....Il tuo guadagno è pulito, sono quattrocentosessanta. Va bene?"
(...)Tommaso riattaccò, come impietrito. Girò poi lentamente su se stesso e si scontrò col suo volto riflesso nello specchio. I suoi occhi lo fissavano perplessi: di più...quasi allibiti. Aveva sentito di agenzie di accompagnatori, ma l'idea di provare non lo aveva mai sfiorato, anche perchè Teresa avrebbe perso la testa sapendolo in giro con ricche signore di tutte le età. Che magari volevano prestazioni extra. Cosa avrebbe fatto il giorno dopo?      (...)
Il caffè faceva schifo. Lo versò nel lavandino e poi si sentì in colpa per aver consumato il gas, l'acqua, il caffè ed il detersivo per lavare la tazzina. Poi fissò Osvaldo, il pesce rosso nell'acquario di plastica completo di alghe e finti coralli rossi costato una somma che in macelleria caleva un chilo e mezzo di fettine, e si disse che, per una volta, ci avrebbe provato...Chissà, magari funzionava!  

HOW TO LIVE LIKE AN ITALIAN - A user's Guide to La Dolce Vita

Books on Italy go from one extreme to the other: in some everything about Italy and Italians is wonderful, in others, the nation is presented as deeply troubled. The figures published every year in the book The Top Ten of Everything are extremely interesting. They illustrate Italy as a country with a lot of contraditcions, but also a coutry where the living is good, despite what you see in the news. We are, after all, one of the eight most powerful countries in the world, but we have the fifth highest level of debt, even if we are fouth on the list for possession of gold. Our life expectancy is the highest in the world after Japan, and Italy is the seventh healthiest country...But you won't find the real Italy in these figures. You will find it in the warmth of its people, in the smiles of its children, in the welcoming atmosphere in the squares or in the dances at a May village fete.

From : Sex: Do Italians still do it Better?

Now, if beauty, sex and sin are really entwined, then Italy is the land of love.

Some have written that the Mediterranean sunshine and a traditional morality together have given us an idea of love which is different from all other countries.
It is probably true...that foreing men since quite long ago have formed an idea of the Italian woman as passionate, sensual, ready to accept her 'call' to become a mother, free from a constructed image that is often found abroad...But is not as easy as that...